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mettendo come causale: AFRICREATIVA-Progetto Bambini Cardiopatici

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venerdì 31 gennaio 2014

PROGETTO BAMBINI CARDIOPATICI

Il progetto ha avuto inizio nel 2007, a seguito di una visita in Guinea Bissau dei cardiologi del Cardiocentro Ticino di Lugano (Svizzera) che si sono accorti di un'alta incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione infantile della Guinea Bissau, dovuta sia a malattie congenite che a complicazioni di infezioni da streptococco mai curate e degenerate in valvulopatie.
Si è dato inizio, allora, ad un programma di espatrio per la cura di queste malattie in collaborazione col Cardiocentro di Lugano e di altri centri in Spagna, Portogallo e Italia.

Dopo i primi arrivi a Milano, nel 2011 arriva, in casa nostra, Tò, il primo bambino  che viene operato ed ospitato a Verona.
Nel 2012 vengono ospitati ed operati a Verona Siaca, Lamine, Izamara, Alfredinha e Franklim  e altri 3 bimbi nel 2013: Abulai, Notacio e Felicio (nella foto). Fabiana, Ronei ed Emiliano nel 2014. Mariama e Cubula nel 2015. Saliu e Braima nel 2016.



La procedura normalmente si sviluppa nel modo seguente:
in Guinea Bissau il responsabile in loco, DOTT. AUGUSTO BIDONGA, individua i bambini cardiopatici, esegue una serie di esami sul posto, ecografia, esami del sangue, e invia gli esiti ai cardiologi del Cardiocentro Ticino e di Verona, i quali confermano o meno gli esiti e valutano la gravità della malattia.
Se il bambino è curabile sul posto o comunque non a rischio di vita si procede con una cura farmacologica a Bissau, se invece la malattia mette a rischio la sopravvivenza a breve del bambino, si iniziano le pratiche per l'espatrio che sono abbastanza complesse.

Inizialmente si informano i genitori della possibilità di cura del figlio, dell'entità dell'intervento e li si convince a firmare per i permessi per l'espatrio e la preparazione del passaporto.
In italia si chiede l'autorizzazione al Cardiocentro di riferimento per il ricovero. L'associazione si fa garante presso gli enti preposti per la copertura finanziaria e per l'accoglienza in famiglia. Una volta preparato il tutto è necessario andare a Dakar per presentare al consolato i documenti raccolti e richiedere il visto per l'ingresso in Italia.
Vengono mandati all’estero circa 20 bambini all'anno per interventi al cuore. Questo comporta tutta una serie di documentazioni:
  • passaporto del minore 
  • visto di uscita dalla Guinea Bissau 
  • visto di entrata nel paese ospite 
    Oltre a: 
  • contattare una famiglia disposta ad ospitare il bimbo per il periodo dell'operazione e della degenza 
  • organizzare e reperire fondi per pagare il viaggio al bimbo e ad un accompagnatore (un medico) 
  • recupero di fondi necessari per finanziare l'intervento che mediamente costa 20.000 euro
Se si riescono a completare tutte le pratiche finalmente il bambino può viaggiare, normalmente accompagnato dal medico responsabile.
Il permesso ha durata di 3 mesi durante i quali il bambino viene accolto in famiglia, ripete tutti gli esami medici e viene operato.
Può capitare di avere ricadute e diventa necessario un prolungamento del periodo di soggiorno di altri 3 mesi.

La famiglia di riferimento che ospita il bambino è sempre coadiuvata da una squadra di amici e volontari che si alternano nei turni di assistenza in ospedale e a casa.

Una volta operati e rimessi, i bambini tornano ad una vita normale ed è stupendo vedere come in pochi giorni rifioriscono e diventano vivaci e allegri.

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